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Norberto Bobbio



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8 luglio 2008

Cuore di mamma




"Porto i bambini da Mc Donald's quando mio marito mi passa l'assegno di mantenimento, così gli dimostro che li spendo per loro"....



Una mamma ascoltata sull'autobus


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permalink | inviato da larabafenice il 8/7/2008 alle 20:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

30 giugno 2008

Crollano le certezze!!!!



ma dove andremo a finire senza i piccoli suv, si estinguerà la specie???????????????


31 maggio 2008

Una soluzione alla crisi dei carburanti

Dalla puntata di Mi Manda Rai 3 del 29 maggio

Lei: non si poteva più andare avanti in questo modo. Così una sera abbiamo fatto un consiglio di famiglia, tutti intorno a un tavolo, per decidere il da farsi: bisognava trovare il modo di risparmiare sul carburante.

Andrea Vianello (il Conduttore): e cosa avete deciso?

Lei: abbiamo deciso di fare benzina sempre alla Esso, per prendere i punti e vincere un televisore al plasma.


Riportato anche qui



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permalink | inviato da larabafenice il 31/5/2008 alle 10:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

1 maggio 2008

Primo maggio



Partecipare alla manifestazione del primo maggio per me è un po' come per i cattolici uscire dalla chiesa dopo la messa, incontro persone di cui avevo perso le tracce, saluto gli amici, si chiacchiera del più e del meno, "Cosa fai?... Ti hanno rinnovato il contratto? ... Come te la passi? ..Hai più sentito Tizio o Caio?".

Normalmente mi metto al lato di via Po opposto a quello del Rettorato e guardo i gruppi sfilare, prima i sindacati, la cui coda viene chiusa dalla Fiom, poi i partiti e le associazioni, infine quelli che erano già extraparlamentari prima che il voto di due settimane fa rendesse tale anche me, autonomi, anarchici, comunisti combattenti e il gruppo di "lotta comunista", serissimi e composti nel loro completo scuro corredato di cravatta.

Non ci vuole molto a capire che quest'anno tira un'aria molto diversa, non incontro quasi nessuno dei miei conoscenti, anche quelli che mi avevano detto che ci sarebbero stati, vedo sfilare il Pd e vengo assalita da un senso di profondo fastidio, primo perchè, come quelli dell'Arci, stanno percorrendo la via preceduti da un mezzo a gasolio altamente inquinante e poi non riesco a a fare a meno di pensare che se una parte dei cittadini italiani non è più rappresentata in Parlamento sia un po' anche colpa loro.  Ho sempre creduto in una prassi civile nel rapportarsi con chi non la pensa come me, per la prima volta però mi piacerebbe essere provvista di uova e ortaggi per tirarglieli contro. Lo so, è un brutto pensiero, imparerò a conviverci.

C'è poi la sfilata di tutte le falci e martello, Rifondazione con in testa  Bertinotti, mesto ma dignitoso alla sua prima uscita pubblica dopo le elezioni, Pdci con Dilberto che va di nuovo d'accordo con Rizzo, Ciro Argentino che strilla al megafono qualcosa su Fidel Castro (mah...) e alcuni militanti con le banidere della Cina (ma gliel'hanno detto che la Cina è un paese capitalista???),  Sinistra Critica e un abbronzatissimo Ferrando con il Partito Comunista dei lavoratori.

Ragazzi che disastro, vederli nella loro velleitarietà e inconsistenza mi fa star male, sembra veramente un incubo.

Un primo maggio in cui non si parla di lavoro, ci si conta come reduci e si sfila divisi urlando slogan macchiettistici. Ecco la sinistra che piace a Berlusconi (e a Veltroni)


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permalink | inviato da larabafenice il 1/5/2008 alle 18:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

15 aprile 2008

Autocritica



Un po’ come avviene quando gioca la nazionale di calcio, da oggi, e chissà per quanti giorni, anche noi “orfani” dell’arcobaleno ci sentiremo tutti commissari tecnici e cominceremo a dispensare consigli, critiche, ce la prenderemo con Veltroni e ci autofustigheremo un po’, naturalmente neppure io voglio sottrarmi al rito.

Si potrebbe affermare che questo voto sia esattamente lo specchio di questo Paese dove non si vogliono pagare tasse, ci si vuole far togliere le multe anche quando si ha torto, si pensa al soddisfacimento del proprio interesse personale a discapito di chiunque,  si vuole distruggere quel che è rimasto del sistema pubblico “perché i privati lo fanno meglio” e se qualcuno rimane indietro poco importa “tanto prima o poi per quello passerà la croce rossa”, questo me lo disse testualmente un forzista della prima ora quasi 15 anni fa.

Se questo è il nostro Paese allora è giusto che le elezioni abbiano espresso il risultato che è sotto gli occhi di tutti però mi chiedo se noi di sinistra siamo stati in grado di dare un’idea tanto diversa da questa società  hobbesiana con cui oggi ci tocca fare i conti.

Cominciamo dalla coesione sociale e l’egualitarismo, valori che dovrebbero essere alla base di una forza di sinistra. Abbiamo accusato tutti il Pd – e a ragione – per il suo strano senso di interclassismo e la sua presunzione nel risolvere il conflitto tra salariati e imprenditori ma noi siamo veramente interclassisti? Siamo così capaci di uscire dalla nostra cerchia e confrontarci con persone diverse da noi per reddito, provenienza, storie personali o grado di
scolarizzazione?

Gli operai diventano “compagni” quando li dobbiamo accompagnare al cimitero o come quando anche noi – come il Pd – vogliamo dar loro un posto nelle liste per lavarci un po’ la coscienza, per non aver ascoltato le loro denunce in tempo. Non so se prima di dicembre vi siano mai state interrogazioni parlamentari sulla Thyssen Krupp ma temo di scoprire che quelli che avremmo voluto che ci rappresentassero non siano mai stati fuori dai cancelli di quella fabbrica o si siano spesi affinché vi fossero controlli da parte dei servizi ispettivi quando quei lavoratori non sapevano più a che santo votarsi.

Alcuni miei colleghi hanno votato per il Pdl ed io, onestamente, non mi sento di biasimarli.
Come dovrebbe sentirsi un operatore di un call center che da anni fa le stesse cose, senza possibilità di crescita professionale o salariale, che magari si vede rinnovare un contratto per 4 volte per poi essere spedito a casa e non per ultimo viene considerato uno sfigato perché ha un titolo di studio e non trova altro?  Ormai ho abbastanza esperienza per rendermi conto che questo senso di “compassione” proviene più dagli ambienti di sinistra, da chi ha avuto la fortuna o l’opportunità di realizzarsi in un lavoro intellettuale o sociale, non ho mai sentito infatti nessuno di destra o di centro esclamare “quei poveri lavoratori dei call center…”.

Ieri sera mi veniva in mente l’esperienza dei preti operai che erano comunque persone colte, spesso laureate in teologia che decidevano di andare a lavorare in fabbrica per “capire meglio” o perché così ritenevano di realizzare la loro missione di evangelizzazione. Paradossalmente, potremmo mai immaginarci dei “laici operai”? Persone che si identificano nella sinistra, docenti universitari e non, scrittori, giornalisti, registi, politici di ogni livello che decidono di provare (solo provare) il lavoro in quelle fabbriche o in quei call center con cui si riempiono la bocca? Non penso che sia neppure nei programmi più reconditi della loro esistenza proprio per il ruolo che ha assunto l’aspirazione ad un mestiere intellettuale a discapito degli altri soprattutto a sinistra.

Il sindacato e non uno a caso ma la Cgil ha le sue enormi responsabilità, il voto di ieri è anche il conto che si presenta a chi ritiene che “la controparte” siano le associazioni imprenditoriali e non i lavoratori che si devono rappresentare.

E per finire il mio argomento clou: i movimenti. Come sappiamo Fausto Bertinotti nel quinquennio passato ha allargato la propria base elettorale prestando una spalla politica a comitati e movimenti locali, mossa che ha portato immediatamente ad un riscontro in termine di voti ma che con la
débâcle di ieri, da un punto di vista strategico, ha dimostrato il suo fallimento.

A costo da non farmi più rivolgere la parola dal mio amico Guerrino i movimenti No-Tav, No-grattacielo, No-ponte sullo stretto, No-cavoli a merenda per come pongono le loro linee d’azione sono espressione di quello stesso individualismo che ha permesso ieri al Pdl di stravincere le elezioni e alla Lega di affermarsi come mai aveva fatto in passato.

Premettendo che ci sono molte ragioni per non volere alcune “grandi opere” in un Paese le cui infrastrutture esistenti cadono a pezzi, il localismo che caratterizza questi comitati e la visione miope legata spesso al solo luogo fisico oggetto della disputa è quanto di più controproducente ci possa essere in un’ottica di politiche pensate, condivise e a largo spettro sui temi ambientali, energetici e della mobilità.

Nella Regione Campania sommersa dai rifiuti, nei luoghi contaminati dalla diossina dove le percentuali di aborto spontaneo sono altissime nonché la nascita di bambini con malattie invalidanti, non mi è parso di vedere neppure una delegazione di valsusini  protestare con quelle popolazioni.

Quando le percentuali di pm10 a Torino superano i limiti per settimane intere, dove sono i No-Tav, i No-dal Molin ma anche solo i No-grattacielo che sono nati addirittura in questa città?

Più che su come sia il Pd  e di quanto sia paraculo Veltroni dovremmo invece riflettere su questi aspetti che, dal mio punto di vista, sono quelli che avrebbero comunque determinato la nostra autodistruzione, con buona pace del “porcellum”.

Il compito ora è di trovare nuove energie e di ricostruire. 


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permalink | inviato da larabafenice il 15/4/2008 alle 14:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

4 aprile 2008

La nostra classe dirigente



Notizia riportata da molti blog e giornali online.
Luca Luciani , 41 anni, top manager di Telecom Italia. Questo piccolo ripasso per chi invece volesse rinfrescarsi la memoria sulla battaglia di Waterloo.  

9 marzo 2008

Lettera su "Specchio dei Tempi"

L'abitudine a certi cattivi comportamenti spesso ci induce a non far neppure più caso a lettere come quella pubblicata alcuni giorni fa nella storica rubrica Specchio dei Tempi su La Stampa ma credo che concedere spazio all'abitudine e frenare così l'indignazione alla fine non faccia che assecondare in qualche modo il malcostume cronico.
La mia ultima esperienza universitaria, che si concluderà ufficialmente giovedì pomeriggio, è stata invece positiva.
A partire dalla persona che mi ha aiutata a compilare inizialmente il piano di studi, una borsista diventata nel frattempo ricercatrice, ho incontrato sempre docenti preparati e disponibili, una relatrice che mi mandava le correzioni della tesi anche di domenica e nei periodi festivi e soprattutto mai un appuntamento o una lezione saltati improvvisamente e senza alcun motivo. Perchè ciò che dovrebbe essere normale è invece da considerarsi eccezionale? Ironia della sorte stiamo anche parlando della stessa università, sebbene le facoltà siano diverse.
I provvedimenti per arginare il precariato - seppure con molte differenze - sono nei programmi elettorali anche del centro ma personalmente continuo a sostenere che in questo Paese la piaga che nei posti di lavoro supera il precariato sia il familismo, inteso in senso molto ampio.

La lettera pubblicata invece è questa:

«Sono una studentessa in Scienze dei beni culturali. Laurea specialistica. E, per essere ancora più precisi, aggiungo anche l'opzione in Storia e Tutela del Patrimonio Storico-artistico. Né un genio né un imbecille. Una studentessa nella media, a volte sotto, a volte sopra. Da un anno a questa parte inseguo professori per fare la famosissima tesi che mi permetterebbe di concludere il mio cursus universitario. Da un anno a questa parte le mail inviate alla professoressa che dovrebbe seguirmi attendono senza risposta alcuna. Il telefono tace. Davanti alle porte degli uffici di ricevimento biglietti con mille scuse mi pregano di tentare la sorte il martedì successivo, sperando che la sorte sia clemente.

«La mia situazione non è più tragica di molte altre. Eppure vi prego di aiutarmi a capire ugualmente perché una direttrice di museo debba essere anche professoressa, quando è evidente che non riuscirà mai a seguire decentemente i suoi studenti.

«E spiegatemi perché la nipote di una professoressa recentemente trasferitasi a Roma deve magicamente prenderne il posto quando non ha ancora finito il suo dottorato di ricerca. Ditemi cosa ci spinge ad accettare di rinunciare all'attività di ricerca poiché consci che il posto è già stato assegnato al figlio, al nipote, all’amante dell’emerito professore. Perché se sangue, culo o soldi non danno una mano, in questa Italia di girotondi, non si riesce ad andare da nessuna parte.

«Non sogno una carriera sfavillante, ma sogno di finire l'università. E invece silenzio. Tutto è uno sforzo, anche quello che a rigor di logica ci sarebbe dovuto. Non capisco perché a fronte di quasi 2000 euro di tasse universitarie che ingrassano le casse dello Stato, sia l'eccezione e non la regola trovare un docente in orario di ricevimento. Non capisco perché trovare un docente disposto a seguire dignitosamente uno studente per una tesi debba trasformarsi in una missione impossibile.

«Quando io non mi presenterò al mio call center verrò rimpiazzata, o sbaglio? Non capisco perché solo i calci possano tenerti a galla. Non capisco perché io che abito in 80 mq e in periferia, con due genitori che per una vita intera si sono spaccati anima e schiena lavorando, debba pagare più di molti fortunati esentori che abitano in collina e guidano macchine che io mi potrò permettere solo nel formato micromachine.

«No, non capisco, non riesco a capire. Ne avrete sentite tante di queste storie. Ma io da un anno a questa parte sono stremata, quindi vi dedico questo mio sfogo, questo mio urlo».


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permalink | inviato da larabafenice il 9/3/2008 alle 11:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa

4 marzo 2008

Ecco il patto per la redistribuzione






"Siamo il partito del centrosinistra e del riformismo italiano che ha dentro di sé la linea dell'alleanza tra produttori [...]
l'Italia ha bisogno di crescere perche' solo crescendo potra' redistribuire ricchezza e non e' una contraddizione candidare l'operaio della Tyssen e difendere gli interessi dei piccoli imprenditori''.

Walter Veltroni


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7 febbraio 2008

L'educazione delle fanciulle



Segreteria studenti della facoltà di Scienze Politiche, una mamma accompagna la figlia a ritirare la sospirata pergamena, nell'attesa....


Figlia: mamma mamma mamma, hai visto? C'è un master in DIREZIONE del personale!!!!!

Mamma: ma costa 3400 euro?????

Figlia: eh si' ma sarebbe bello.....

Mamma: ma leggi Libero che è più istruttivo!!!



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4 febbraio 2008

Grandi fratelli d'Italia

Questa sera mentre facevo zapping per scoprire le prodigiose doti della tv di Fastweb ho assistito ad un grande pezzo di Tv trash

Alessia Marcuzzi:
"Il grande fratello...ha deciso....che.....Benedetta....può......entrare nella casaaaaaaaa"

(pubblico in tripudio, il padre della concorrente si mette a piangere)

Benedetta: "Uheeee iaaaaaa per questo sono orgogliosa di essere italiana!!!!!!"



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